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Andamento lento

04 feb. 2021 — 30 giu. 2021

Martin Bogren

Italia

Italia, di cui vi presentiamo una selezione di fotografie scattate a Napoli, è anche un libro, pubblicato da Max Ström nel 2016.

Tra il 2013 e il 2015 Martin Bogren ha intrapreso un suo personale Gran Tour d’Italia che lo ha portato a viaggiare da sud a nord del paese, fotografando a Roma, Napoli, Palermo, Bologna, Torino. La sua è una rappresentazione lirica e senza tempo di un paese che sa imprimersi nella memoria, nei pensieri, nei sentimenti, nei sogni. Italia è un viaggio fuori e dentro di sé, così come egli racconta nel piccolo diario che accompagna il libro: “Cammino senza meta da giorni, ormai. Strada dopo strada. Il cuore pesante, la solitudine come unica compagna. Ho dimenticato perché sono qui e cosa sto facendo. La mano stretta sulla macchina fotografica […] perché fotografo. Ha qualcosa a che vedere con la condivisione, con l’avvicinarsi alle persone. Per vedere quel che accade dentro di me riflesso nel mondo fuori, nelle persone che incontro […] Mi muovo lentamente verso la piazza. Sono pervaso dall’intensità e da una presenza – una connessione con la gente intorno a me. Sento la loro energia, percepisco le loro vibrazioni. La più piccola variazione nelle loro espressioni, i movimenti delle mani, i gesti. Ogni cosa acquisisce un significato. Trattengo il respiro e comincio a fotografare – delicatamente all’inizio. Non voglio perdere quella sensazione.” (M.B.)



Biografia
Fotografo svedese nato nel 1967, vive a Malmö (Svezia). Negli anni ‘90 Martin Bogren sviluppa un approccio personale alla fotografia documentaria, seguendo musicisti e artisti svedesi sul palco, in tour e in studio. Il suo primo libro The Cardigans – Been It, pubblicato all’apice del successo del gruppo nel 1996, rivela il suo lavoro e lancia la sua carriera. Martin Bogren punta però ad andare oltre i lavori su commissione e il campo della musica: si concentra su un lavoro fotografico più personale trovando una sua scrittura originale. Racconti intimi (August Song, 2019), incontri di viaggio, (Notes, 2008, Italia, 2016), la gioia delle prime scoperte (Ocean, 2008), o lo spleen adolescenziale (Lowlands, 2011, Tractors boys, 2013, Embraces, 2014): attraverso i suoi bianchi e neri sgranati e le sue immagini in scale di grigi, riesce a combinare un approccio documentario con una sensibile e poetica espressione della sua visione soggettiva. Martin Bogren “riesce a non sconvolgere il mondo entro cui si immerge, con educazione, sensibilità e attenzione, con rispetto, senza giudicare – trattenendo il respiro.” (Christian Caujolle). Ha ricevuto molti grants e premi prestigiosi, tra i quali il Coup de Cœur ai Rencontres d’Arles in Francia e lo Scanpix Photography Award in Svezia. Le sue fotografie sono state esposte in tutto il mondo e fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private, tra cui il Moderna Museet (Stoccolma), l’Oregon Art Museum (Portland) e la Bibliothèque nationale de France. È rappresentato da Galerie VU’, Parigi.

www.martinbogren.net