Cinque anni fa nasceva Spot home gallery. L’apertura era prevista per marzo 2020, poi il mondo si è fermato. Abbiamo rimandato tre volte, con la prima mostra collettiva, Andamento lento, già alle pareti, fino all’inaugurazione ufficiale del 4 febbraio 2021.
Da allora di lento è rimasto forse solo l’approccio: quel tempo dedicato alla ricerca, all’ascolto, all’approfondimento. Per il resto, il ritmo è stato così intenso e veloce che a volte mi sembra ne siano passati dieci, per tutti i progetti realizzati e le esperienze vissute: mostre, fiere, nuovi artisti entrati a far parte della famiglia. E poi le tre residenze sul territorio, che hanno generato lavori capaci di raccontare Napoli con voci e sensibilità diverse — la Napoli cruda e intensa di Anders Petersen, gli struggenti Fiori di fuoco di Anaïs Tondeur, le ironiche Failed postcards di Kourtney Roy.
In questi cinque anni Spot ha costruito legami, alimentato visioni e sostenuto produzioni nate qui, in questa città che continua a essere la nostra linfa e la nostra casa.
Con Quinto tempo voglio celebrare questo percorso. Il titolo, ispirato anch’esso alla musica, evoca un tempo “dispari”, cinque battiti rispetto ai quattro consueti: un ritmo irregolare e imprevedibile, che apre a un nuovo andamento.
Sul movimento di un quinto tempo prende forma questa collettiva, che raccoglie le tracce essenziali di un cammino condiviso, riunendo tutti gli artisti della galleria in un’unica partitura. Alcune opere inedite, altre già esposte, in dialogo tra loro, per restituire una visione corale dei primi cinque anni di Spot: un tempo in cui tutto ciò che abbiamo costruito risuona ancora.
Cristina Ferraiuolo