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Andamento lento

04 feb. 2021 — 30 giu. 2021

Adam Grossman Cohen

Le fotografie in mostra sono frames di filmati Super 8 girati a Napoli nel 1996 e nel 2000.

“Sono nato a New York, Manhattan. I miei primi ricordi sono nell’oscurità, guardo in alto, i grattacieli sopra… io sotto a tre anni, in quella città. Ancora oggi ricordo le strade come canyon, come mi sentivo allora e come ancora mi sento, come se camminassi in un sogno, allo stesso tempo distante e tremendamente vero. Mio padre era il fotografo Sid Grossman ed è morto quando avevo 2 anni. Mia madre mi raccontò molto tempo dopo che, una volta, a 4 anni, mentre camminavo da solo con lei, guardai in alto in cielo e dissi: ‘Mamma guarda, le stelle sono rotte’. E lo sono ancora.
Anni più tardi, dopo aver studiato pittura, ritornai, presi una macchina fotografica e mi ritrovai a scattare fotografie in strada, nelle metropolitane. Era un bellissimo mondo sotterraneo oscuro, ma mancava qualcosa, volevo di più. Iniziai a girare film Super-8, usando la mia telecamera per strada come se fosse una Leica. Girai film nelle città concentrandomi su quelle parti che presto sarebbero svanite. A New York, Lodz, L’Avana e Barcellona. Realizzai Blind Grace e Fire of Time. Fui contento per un po’, ma poi non riuscivo ad andare avanti. Iniziai a rivedere film del ‘passato’ e mi resi conto che non era realmente passato. Avvolgere/riavvolgere il vecchio metraggio Super-8 al rallentatore, fermarsi su fotogrammi singoli, le immagini tremolanti sullo schermo che diventano di nuovo ferme, dirette e innocenti come un film muto; andare a casa, tornare alla fonte. La ricerca di frammenti effimeri nel lungo flusso di immagini in movimento. Unire passato, presente, futuro, riconquistare il tempo; fare immagini in movimento/immagini fisse”. (A.G.C.)



Biografia
Nato a New York City nel 1954. Vive a Berlino.
Adam Grossman Cohen è un fotografo e regista di film Super-8 che lavora all’intersezione tra film, fotografia e poesia. I confini tra fotografia e film si fondono, non sono più separati, ora: Immagini in movimento/Immagini fisse.
Qui il Tempo, catturato su pellicola 8mm, diventa qualcosa di fluido, che scorre avanti e indietro, per essere visto e rivisto.
E le città in cui ha vissuto per gran parte della sua vita diventano luoghi in cui esplorare i temi della memoria e dell’oblio, della storia e dell’entropia.
Con ore e ore di riprese per le strade di New York, Barcellona, Marsiglia, Napoli, L’Avana, Cracovia, Porto, Berlino, Lisbona e Odessa, i suoi film cercano di cogliere l’essenza di luoghi in continuo cambiamento, luoghi sommersi dal tempo.
Blind Grace (1993) è un racconto intenso e poetico su persone marginali e su luoghi dimenticati e abbandonati di New York. Fire of Time (2000) è un film realizzato su un luogo al tempo stesso svanito e in via di sparizione, lo storico quartiere a luci rosse e quartiere operaio: il Barrio Chino di Barcellona. No peace without war, diretto con Lorenzo Castore (2012) è la storia di un mondo dimenticato che si consuma dietro le porte di un appartamento di due stanze a Cracovia, dove Ewa e Piotr, sorella e fratello, vivono insieme. Avvicinandosi profondamente ai suoi soggetti, questo film riesce a raccontare una storia straordinaria e inquietante sulla memoria e sulla perdita.
Numerose le sue mostre personali e le proiezioni in gallerie e spazi artistici in tutto il mondo. Molti dei suoi film fanno parte delle collezioni di prestigiosi musei internazionali.